GRAN SASSO: DOMANI RIPARTE FUNIVIA CON PRESCRIZIONI, CON NEVE STAGIONE SALVA, MA BUFERA POLITICA

Gennaio 12, 2024 10:48

L’AQUILA – Con l’arrivo del nulla osta dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del ministero delle Infrastrutture, che consentirà da domani alla funivia di rimettersi in moto seppure con prescrizioni su numero passeggeri e velocità, fino al 30 aprile, quando dovranno essere sostituite le quattro funi portanti, e con l’agognato arrivo della neve, la stagione invernale nel comprensorio sciistico del Gran Sasso può dirsi salva, seppure partita in ritardo.

“La funivia riparte – ha confermato ieri l’amministratore unico del Centro turistico del Gran Sasso Dino Pignatelli -, e può cominciare la stagione sciistica con prescrizioni che sono riconducibili a raccomandazioni che noi attuiamo da sempre. Lo spostamento ridotto della fune 1 abbiamo dimostrato che non influisce sulla sicurezza della fune stessa”.

Tutto la vicenda, che ha impedito alla funivia di fare le sue corse, è nata da un esposto conoscitivo presentato da un appassionato di montagna e giornalista, Gianfranco Cocciolone, a Prefettura e Questura dell’Aquila nel quale si ipotizzavano dubbi sullo scorrimento della fune portante della cabina 1 della funivia. In seguito a questo esposto si è mosso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

A non placarsi è intanto la bufera politica, con il Partito democratico che il presidente di commissione Stefano Palumbo annuncia la convocazione in tempi brevi una Commissione di Garanzia e Controllo, e intanto chiede le dimissioni immediate del presidente del Ctgs Pignatelli, e una piena assunzione di responsabilità politica del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, del consigliere comunale delegato alla montagna Luigi Faccia, dell’assessora con delega alle partecipate Paola Giuliani e dei dirigenti comunali preposti, in quanto la vicenda della funivia del Gran Sasso è di una gravità sconcertante. In queste settimane, Pignatelli e gli esponenti politici della destra hanno scelto di rassicurare le cittadine e i cittadini, gli operatori economici del comprensorio e gli appassionati ribadendo, con arroganza, pressapochismo e irresponsabilità, che non vi erano problemi di sicurezza, e che l’esposto presentato da un cittadino non era altro che uno strumentale “procurato allarme”. Bordate anche da Passo Possibile, Italia viva e Globuli rossi.

L’Agenzia del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, come aveva anticipato nei giorni scorsi, ha inviato ieri al Centro turistico del Gran Sasso l’atteso provvedimento che tutti aspettavano con ansia.

Il documento di nulla osta è firmato direttamente dal dirigente generale dell’ANSFISA, l’ing. Pietro Marturano, ed è vincolato ad una lunga serie di prescrizioni inderogabili, pena il blocco immediato della funivia. Non sarà facile rispettare tutte le limitazioni imposte all’esercizio.

Ecco le prescrizioni ufficiali a fronte della relazione dei tecnici Federico   Paglia e Gianfranco Di Giovanni: velocità massima di esercizio limitata a 7,5 m/s; capacità massima per ogni cabina limitata a 75 passeggeri, le soglie di intervento degli anemometri devono essere abbassate a 15 m/s per l’allarme e a 18 m/s per il rallentamento; con velocità del vento superiore a 20 m/s l’esercizio della funivia deve essere sospeso; ogni giorno, prima dell’avvio dell’impianto, devono eseguirsi ispezioni visive (VT) sulle quattro funi portanti da parte di persona esperta.

Deve essere progettato, realizzato ed installato un sistema di monitoraggio micrometrico delle funi portanti, posizionato sui tamburi di ancoraggio di monte, per la rilevazione dei movimenti di traslazione e di rotazione delle quattro funi. Prima del posizionamento, il progetto del sistema deve essere approvato dall’Agenzia.

Tale progetto deve essere firmato da ingegnere iscritto al relativo Albo, sezione “A”, in possesso di certificazione del 3° livello ai sensi delle norme UNI-EN-ISO 9712 per i metodi CND tipo VT, MRT e RT;  il direttore dell’esercizio dovrà comunicare, con cadenza settimanale, l’esito dei controlli VT  il rilevamento del sistema di monitoraggio e  il regolare funzionamento dell’impianto ed ogni eventuale problematica connessa con la regolarità e la sicurezza dell’esercizio ed in particolare sullo stato delle funi portanti;  con cadenza quindicinale il direttore dell’esercizio deve inoltre inviare una relazione redatta in forma di perizia asseverata con esplicita espressione del parere sull’accettabilità delle funi portanti ed il proprio parere circa il mantenimento in servizio della funivia;  entro marzo 2024 il direttore dell’esercizio deve inviare alla Agenzia un nuovo rapporto di ammissibilità sulle funi portanti a seguito di esecuzione di nuovo esame MRT a firma di tecnico terzo livello UNI-EN-ISO 9712.

A partire dal 1° maggio 2024 l’esercizio dell’impianto dovrà essere sospeso.

La successiva riapertura al pubblico potrà essere autorizzata solo dopo la sostituzione delle quattro funi portanti. In caso di inosservanza anche di una sola delle precedenti prescrizioni il presente provvedimento si intende automaticamente revocato senza obbligo di ulteriori incombenze o comunicazioni da parte della  Agenzia.

Il provvedimento potrà essere revocato in qualsiasi momento qualora l’esito dei controlli o del monitoraggio di cui alle prescrizioni evidenzi segnali incompatibili con la piena sicurezza dell’esercizio. L’ufficiosi riserva di eseguire ispezioni e verifiche, anche senza preavviso, al fine di verificare i corretti adempimenti relativi alle prescrizioni ovvero il mantenimento delle condizioni di sicurezza dell’impianto e di confermare o meno il nulla osta.

Con tutte queste accortezze la funivia sarà molto sicura, e d’altronde le funi comunque entro il 2028 dovevano essere sostituite comunque, quindi, di fatto, l’ANSFISA ha imposto una anticipazione a quanto doveva essere comunque eseguito prima o poi.

Il nulla osta rilasciato da Marturano però, non è a tempo indeterminato, ma solo fino al primo maggio. Poi la funivia dovrà essere fermata per consentire i lavori di sostituzione delle funi portanti (funi da 57 millimetri di diametro).

I tempi dei lavori saranno in totale pari a circa otto mesi, minimo quattro per la fornitura, minimo tre per il montaggio…e poi collaudi, sopralluoghi,  sperando che non ci siano intoppi che allunghino questi tempi.

Incalza il Pd: “oggi scopriamo che l’esposto poggiava su basi solide tant’è vero che l’Ansfisa, nel dare il via libera alla riapertura dell’impianto, impone restrizioni pesantissime. A stagione conclusa, dovranno essere infine cambiate tutte le funi principali di sostegno, per una spesa complessiva che, dicono, si aggirerebbe sui 3 milioni di euro: in realtà, temiamo che l’intervento sarà ben più oneroso. Una vera e propria mazzata per il Ctgs. Tra l’altro, capienza e velocità ridotte significheranno meno corse, meno km percorsi e, dunque, una riduzione dei trasferimenti sul TPL, oltre alla contrazione degli incassi per l’inevitabile diminuzione dei biglietti che verranno venduti; se si aggiunge il drammatico danno d’immagine per il comprensorio, ed è comprensibile il clima di paura, di mancata fiducia che si sta generando e che oltre agli utenti locali potrebbe allontanare tanti appassionati, per non dire dei disagi che si potrebbero creare in quota, è evidente come sia a rischio la tenuta stessa del Centro turistico del Gran Sasso che, d’altra parte, dovrà comunque assumere personale stagionale per gli impianti e per la funivia pur avendo già difficoltà persino a pagare gli stipendi dei lavoratori. Un disastro annunciato”.

Per il Passo Possibile “c’è poco da esultare, ancor meno da stare tranquilli. L’atteso esito sulle verifiche sulla Funivia del Gran Sasso certifica l’ennesimo fallimento di chi amministra il Centro turistico del Gran Sasso e dell’Amministrazione comunale, controlli voluti dal Ministero a seguito di un esposto di un privato cittadino (minacciato persino di querela!) con cui si ipotizzavano dubbi sullo scorrimento della fune portante della cabina 1”.

“Si pensi che qualcuno dell’Amministrazione attiva, non più di qualche giorno fa, affermava che quell’esposto, ‘ha messo in allarme il Mit che, per forza di cose (!), ha dovuto disporre questi accertamenti ulteriori, la verità è che l’esposto ha fatto danni nel senso che crea danni nel comprensorio sotto vari aspetti e non vedo problemi tecnici reali ma temo ripercussioni’  – ricordano i consiglieri – Si prenda nota… E anzi meno male ci sia stata una denuncia e la conseguente risposta governativa perché senza queste verifiche molti avrebbero continuato a deresponsabilizzarsi e ad agire con leggerezza, sottovalutando una situazione che chi gestisce la cosa pubblica non può permettersi, specie quando c’è di mezzo, ora possiamo dirlo senza forzature, la sicurezza delle persone”.

E poi si chiede Passo Possibile: “da dove si attingeranno i 3 milioni di euro per sostituire fra qualche tempo le vecchie funi se, ad oggi ( altro che pandemia e guerre come dice ancora qualcuno) non si riescono a pagare da mesi nemmeno gli stipendi dei propri dipendenti?”, tenuto conto che il Centro turistico “da anni è con il bilancio in rosso, con una perdita di esercizio di oltre 300mila euro e a rischio commissariamento”

Paolo Romano consigliere comunale di Italia viva aggiunge. “Quanto sono lontane le minacce di querela di Pignatelli verso chi aveva presentato formale esposto, quanto suonano stonate le parole di Biondi che sembravano dare responsabilità al Mims mentre adesso china la testa alle prescrizioni. Oggi bisogna occuparsi immediatamente dei dipendenti e dell’indotto della montagna. Oggi non si può non chiedere l’immediato allontanamento dell’amministratore unico. In conferenza dei capigruppo, due giorni fa, avevo richiesto una commissione: oggi ritengo urgente un consiglio straordinario sull’intera questione”.

Infine Carlo Benedetti esponente dell’associazione Globuli Rossi: invoca  “ad horas” un Consiglio comunale straordinario al fine di varare non inutili ordini del giorno ma per assumere tempestivamente i provvedimenti urgenti e necessari per salvare la stagione e per salvare l’azienda”.

 

 

Articoli più visti