“HO IMPARATO AD AMARE L’AQUILA”, IL SALUTO ALLA CITTA’ DI BOI, EX COORDINATORE CENTRALE DEL LATTE

Gennaio 26, 2024 7:52

L’AQUILA – “E’ stato bello conoscere L’Aquila da dentro, vivere il capoluogo, dalle prime luci del mattino, con le colazioni che mi hanno fatto conoscere storie e personaggi, avventure e disavventure, abitanti unici forti ed orgogliosi, grandi imprenditori, seguiti da figli della stessa levatura in controtendenza con cliché che vedono bruciare, quanto di buono costruito dai padri”.

Questo il passaggio della lettera, inviata ad Abruzzoweb da Roberto Boi, ex coordinatore centrale del latte  dell’Aquila, che nel 2015 è entrato a far parte della compagine dei marchi del Gruppo Grifo di Perugia, e per la quale Boi ha gestito nuova localizzazione, il rilancio e assorbimento, scongiurando la chiusura.

Ora Boi, dopo sette anni, è passato a lavorare per una grande multinazionale extraeuropea che ha in programma di investire in Italia svariati milioni di euro partendo da Lombardia, Lazio, Marche, e anche in Abruzzo.

“Ci sono stati momenti bui, ovvio, personali e sul lavoro – prosegue la lettera -,  ma quando dico di aver  conosciuto a fondo la città è perché l’ho vissuta come vivo la mia fede calcistica giallorossa, con passione, e ponendo obiettivi ambiziosi che la città merita, Ho avuto di conoscere molto, usi costumi, feste e  borghi storici unici, uomini ambiziosi ma allo stesso tempo umili, donne forti caratterialmente come mai ho visto. Mi mancheranno i rapporti instaurati  negli anni con le persone,  rapporti instaurati su lealtà e senza inganni come mai mi era capitato”.

Prosegue Boi: “continuerò ad essere seguito dall’ospedale San Salvatore, per la patologia che purtroppo mi rallenta, anche se avrò base a Milano, Roma o Ancona. Ho avuto modo negli ultimi cinque anni, di capire quanto preziosi siano i medici del nosocomio aquilano: il preparatissimo  Rocco Totaro, luminare in Italia per la sclerosi multipla, o  l’angelo al suo fianco, la dottoressa Luana Evangelista, come pure la caposala Rita o le mie due donne forti, le due infermiere più forti caratterialmente e preparate mai conosciute che ogni giorno compiono una missione unica”.

 

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