TURISMO E RINASCITA PER 15 COMUNI DELL’AQUILANO: ECCO IL PROGETTO ASTRI DELLA COOP IL BOSSO

Gennaio 23, 2024 12:48

CAPESTRANO – Astri (Agricoltura sociale, Turismo e Rinascita” è un progetto previsto nel PSL “Distretto del ben vivere” del Gal Gran Sasso Velino e attuato dalla Società Cooperativa Il Bosso. Consta di numerose azioni tutte rivolte alle aree interne ricadenti nei territori di 15 comuni dell’Abruzzo aquilano. Azioni riguardanti il turismo accessibile con  monitoraggio delle attività e delle esperienze accessibili appunto e la creazione di un guida senza barriere  visto che la scoperta di un territorio nasce dal grado di accoglienza che si riserva ai propri ospiti ed alle possibili difficoltà che ciascuno porta con se. Realizzazione di un’animazione dedicata all’accessibilità dei luoghi. Realizzazione di una mappa accessibile. Azioni di Educazione alla sostenibilità ambientale con programmi dedicati alle scuole della regione per la promozione di pratiche di Agricoltura sociale e tradizionale ed altri programmi di educazione alla sostenibilità ambientale.

Ad una manifestazione d’interesse pubblica chiusasi nel mese di dicembre 2023 hanno aderito oltre 40 classi di scuole di ogni ordine e grado da ogni angolo della regione.  Azioni di sensibilizzazione al tema dell’Agricoltura sociale e tradizionale con un ciclo di Workshop gratuiti dedicati ad un’utenza speciale che prenderanno il via nel prossimo mese di febbraio, Realizzazione di una docuserie di 15 episodi, ciascuno ambientato in uno dei comuni che ricadono nel progetto. Un prodotto questo che ha lo scopo di documentare e raccontare i piccoli posti da un punto di vista innovativo e non scontato, attraverso la voce di chi è tornato, restato o arrivato.

Realizzazione di un Cinefestival di cortometraggi internazionale, che vedrà premiato il corto, girato nell’area di riferimento, che meglio racconterà il territorio. Sito web e canali social dedicati al progetto . Un’educational per giornalisti che si occupano di turismo accessibile ed ree interne .Un festival dei Paesi Narranti della durata di 2 giorni da svolgersi nel mese di giugno 2024 durante il quale oltre a lasciare spazio alla proiezione della docuserie girata, dei corti selezionati ed alla promozione dei risultati raggiunti nelle diverse azioni di programma, ci sarà stazione per raccontare le aree interne sotto tanti punti vista con diversi spunti e punti di approfondimento tra cui un workshop sull’agricoltura sociale che racconterà dell’esperienza vissuta nel progetto. Una pubblicazione sui risultati del progetto stesso.

I comuni della provincia aquilana coinvolti nel progetto sono i seguenti Capestrano-Ofena-Villa Santa Lucia-Castel del Monte-Santo Stefano di Sessanio-Calascio- Barisciano-S. Pio delle Camere- Prata D’Ansidonia-Caporciano-Navelli-Carapelle-Castelvecchio Calvisio-Collepietro e San Benedetto in Perillis. Posti questi dove negli ultimi anni lo spopolamento ed il depauperamento dei servizi essenziali hanno messo a dura prova chi ha scelto di restare e costruire. Ed è attraverso le voci di questi ultimi che il progetto vuole provare a raccontare questi posti e svolgere una funzione di monitoraggio e confronto per fornire in un futuro non troppo lontano eventuali soluzioni condivise con gli enti preposti, volte al miglioramento delle condizioni di chi abita questi luoghi che sono il fulcro ed il cuore della regione, lì dove le tradizioni vengono custodite e la storia si ripete ogni mattina.

Il festival dei Paesi Narranti che si terrà a Navelli nell’ultimo week end di giugno, avrà il compito di mettere insieme storie e testimonianze di borghi e paesi che vivono la stessa realtà e che da questi percorsi possono trarre spunti per migliorare le proprie condizioni o mettere in atto sinergie che possano rappresentare un volano per un nuovo tipo di economia locale. Troppo spesso si dice che la salvezza di queste aree è il turismo. Se questo da un lato è vero, perchè le potenzialità sono sotto gli occhi di tutti, la mancanza dei servizi di base oltre alle altre motivazione per le quali questi posti vengono abbandonati, alla volta delle città vicine, rappresentano un loop dal quale non si uscirà mai se non invertendo la marcia ed investendo su queste aree aiutando le persone a restare, a tornare o ad arrivare. Senza servizi le persone vanno via, senza persone il turismo non ha futuro.

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