UN FIORE PER SUPERARE L’EMERGENZA CORONAVIRUS, L’AQUILA RIPARTE DAL SUO ZAFFERANO DOP

Giugno 28, 2021 9:36

L’AQUILA – “Il sole s’alzava velato di nebbie; e nebbie impigrivano  sul dorso dei colli, sfumando lente. La stagione si spossava nella faticosa lentezza del tempo, s’estenuava nel colore degli ultimi fiori; e spuntava ardito, intriso di guazza, solo il fiore dello zafferano”.

Nelle immortali parole dello scrittore abruzzese Giovanni Titta Rosa, il fascino e il radicamento culturale di uno straordinario prodotto. Parole scritte però quando a inizio secolo i preziosi stimmi di zafferano, erano ceduti dai poveri contadini locali all’ingrosso e sotto costo, ai ricchi mercanti milanesi e toscani.

Ora invece lo zafferano aquilano si fregia della Denominazione di origine protetta (dop) famosa nel mondo, per la sua eccelsa qualità, di cui sono artefici una novantina di produttori, aderenti al Consorzio per la tutela dello zafferano dell’Aquila Dop, di cui è presidente Massimiliano D’Innocenzo, che presiede al rigoroso disciplinare di produzione. Zafferano promosso poi e valorizzato, con eventi e campagne di comunicazione, dall’associazione “Le vie dello Zafferano”  presieduta dalla giornalista aquilana Sonia Fiucci, addetta stampa, tra le altre cose, dell’Aquilana società multiservizi (Asm) del Comune dell’Aquila. Una produzione supportato dai sindaci dei territori, come Pio Feneziani, primo cittadino di San Pio delle Camere,  sull’altopiano dei Navelli, una delle capitali storiche dello zafferano.

“Un nostro obiettivo – spiega ad Abruzzoweb D’Innocenzo -, è quello di aumentare la produzione, che attualmente si attesta intorno ai 25 chili, comunque insufficiente rispetto alla domanda crescente.  Abbiamo cercato di invogliare i giovani, innanzitutto, finanziando la banca dello zafferano, ovvero il prestito d’onore dei bulbi a coloro che volessero intraprendere per la prima volta la produzione. Inoltre è importante la ricerca di nuovi mercati, allacciare relazioni e dialogare anche con persone provenienti da altri Paesi”.

A questo proposito le potenzialità di questa spezia, dalla storia antica e suggestiva, si è confermata anche in occasione nell’esposizione di prodotti di eccellenza sotto i portici di palazzo dell’Emiciclo nella prima giornata di Food & Rosè selection, venerdì 4 giugno, evento organizzata dal Concours Mondial de Bruxelles, in collaborazione con la Regione Abruzzo, e il supporto delle Camere di commercio Gran Sasso d’Italia e Chieti-Pescara, che ha visto la scorsa settimana in gara a L’Aquila 110 vini rosati, di cui 15 cerasuoli abruzzesi, valutati nell’eccellenza dell’abbinamento con il cibo.

“I 45 giudici internazionali e i buyers venuti a L’Aquila per l’evento – conferma D’Innocenzo – si sono soffermati nel nostro stand e sono rimasti fortemente colpiti dal nostro zafferano, che ha oggettivamente una qualità  superiore, oramai riconosciuta. Lo capisci dal primo assaggio, appena ti fai avvolgere da un profumo unico e indistinguibile. Un tesoro, insomma, che è nell’interesse di tutti far crescere e conoscere”

Proprio sul fronte della comunicazione, opera l’associazione Le vie dello zafferano.

“Sono stata nominata alla presidenza quest’anno a gennaio – spiega Sonia Fiucci – e farò di tutto per mettere a disposizione le mie competenze professionali per promuovere in maniera importante e mirata questo straordinario prodotto. Sarà poi determinante non lasciarsi sfuggire e far tesoro delle opportunità offerte dai vari progetti comunitari e nazionali”.

Fondamentali in tal senso gli eventi legati alla stagionalità del ciclo produttivo, “entrambi con teatro San Pio delle Camere – spiega ancora Fiucci – uno ad agosto durante la piantumazione del bulbi e poi nel periodo della raccolta in autunno, con spettacoli, stand di prodotti tipici, convegni, dibattiti, work shop con protagonisti chef che interpretano al meglio  le potenzialità in cucina di questa spezia”.

Insomma, in una congiuntura dove è d’obbligo la ripartenza dopo un anno di emergenza covid, il territorio aquilano non può che puntare, ancora una volta, anche  sul suo prezioso zafferano.

“La pandemia – conferma il sindaco Feneziani –  ha avuto un effetto nefasto un po’ su tutti i produttori dell’altopiano: la commercializzazione si è ridotta sensibilmente, a causa del  lockdown e della chiusure prolungate dei ristoranti, del calo, per non dire azzeramento, dei flussi turistici. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e ripartire con rinnovato entusiasmo: siamo conosciuti nel mondo per lo zafferano, basti ricordare che anche Walt Disney nel suo cartone animato  ha citato la nostra dop. La produzione a fine ‘800 era qui nell’ordine dei quintali, ora siamo nell’ordine delle decine di chili, ma è comunque è una produzione significativa, da accrescere progressivamente, che è parte della nostra storia, e del nostro futuro”.