PESCARA – “Il grande progetto di fare dell’aeroporto d’Abruzzo il terzo scalo di Roma, è molto concreto e le interlocuzioni, doverosamente riservate, sono già in corso e molto produttive. Il prossimo incontro è previsto a settembre”.
Non solo uno slogan di sicura efficacia: va preso tremendamente sul serio l’annuncio fatto otto mesi fa, in occasione del suo insediamento come presidente della Saga, la società pubblica regionale che gestisce lo scalo pescarese, dall’avvocato e docente universitario, il 55enne pescarese Giorgio Fraccastoro.
L’aeroporto d’Abruzzo, ha illustrato il presidente in una precedente intervista Fraccastoro, conta di superare il milione di passeggeri nel 2025, e ha già registrato nel primo semestre, come pure a luglio e in prospettiva ad agosto, il 40% di passeggeri in più rispetto all’anno precedente, ed ora si lavora all’allungamento della pista, da inaugurare entro l’anno, che potrebbe rendere possibile l’attivazione del primo volo intercontinentale per New York, già a maggio 2026, da aggiungere, e anche qui le interlocuzioni sono in corso, a nuovi voli per Madrid, Spalato, Bucarest anche nei mesi invernali.
“Roma è il modello a cui tutti gli aeroporti d’Europa si ispirano – spiega nell’intervista Fraccastoro -, e noi siamo uno degli aeroporti più vicini a quelli di Roma, Ciampino e Fiumicino, seppure non l’unico, e abbiamo un feeling particolare con la loro governance. Stiamo già studiando tutte le forme possibili di collaborazione e partnership, sia sotto un profilo di engineering che di construction, sia sotto un profilo di implementazione della piattaforma commerciale che oggi all’aeroporto di Pescara è oggettivamente inadeguata, per numero di punti vendita”.
Ma questa è solo una tappa di avvicinamento, il vero obiettivo è arrivare a rendere possibile che un passeggero faccia il check-in presso l’aeroporto di Pescara, atterri a Roma, ma solo per uno scalo tecnico, per salire direttamente su un altro aereo, verso una delle destinazioni che non può offrire direttamente l’aeroporto di Pescara.
“Scalo tecnico – spiega Fraccastoro – significa che i tempi di trasbordo da un aereo all’altro sono minimi, e con gli algoritmi e l’intelligenza artificiale oggi l’incastro tra i vari voli e le coincidenze sfiorano il minuto per la precisione. Abbiamo del resto già studiato tutti i tempi di percorrenza interna all’aeroporto di Roma e che si contengono intorno alla mezz’ora di walking”.
Un tempo di attesa, che consente del resto di fruire, “non per fare pubblicità che non ce ne è bisogno, in un aeroporto che ha una di offerta commerciale, di food e beverage e shopping impressionante. Dovete sapere che è c’è anche chi vola sugli aeroporti di Roma, con la ragione principale di fare acquisti”.
Questa strategia garantirebbe, conclude il presidente Saga, uno straordinario incremento della competitiva, moltiplicando l’offerta dei voli intercontinentali, tenuto conto che il bacino di utenza dell’aeroporto d’Abruzzo, va oltre il territorio regionale, e si estende anche al Molise, alle Marche meridionali, e all’area del Gargano in Puglia.
“Attivare direttamente numerosi voli intercontinentali dallo scalo di Pescara, cosa che sarà possibile già l’anno prossimo con l’allungamento della pista, porterebbe comunque con sé una serie di problematiche di gestione e di costi, con la necessità la parte delle compagnie di bandiera di dover fare ragionamenti in termini di ripetitività. Pertanto si comprende l’opportunità che ci offrono gli aeroporti di Roma, in via quasi esclusiva o comunque in priority, per poterli utilizzare come primo scalo tecnico, per poi volare agevolmente da Pescara in tutto il mondo”.