PESCARA – “Amo dire che d’Annunzio vive e lotta insieme a noi, è un nostro contemporaneo, perché, contrariamente a quello che si pensa, non era un uomo che guardava solo al passato, era un modernizzatore, un anticipatore nella letteratura, nella poesia, nel marketing, nella pubblicità, aveva visioni di futuro. Le nuove generazioni trovano facilmente un legame con d’Annunzio, perché aveva uno slancio verso la vita, un desiderio di nuovo. Per questo il suo messaggio è di un’attualità straordinaria, che va bene sempre: bisogna fare della propria vita un’opera d’arte”.
Così, in un’intervista in esclusiva ad AbruzzoWeb, Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale degli Italiani e direttore artistico del Festival dannunziano, giunto alla settima edizione, in programma a Pescara dal 30 al 7 settembre, manifestazione diffusa anche nel resto della regione con appuntamenti dedicati nei luoghi del Vate.
“Un grande successo”, per Guerri, storico, saggista e giornalista, l’inaugurazione che si è tenuta ieri pomeriggio nella Casa Natale di Gabriele d’Annunzio, nel cuore del centro storico di Pescara. Nel cortile dell’immobile restaurato, che conserva l’originaria tipologia di casa borghese ottocentesca, ha aperto la settimana dedicata al Vate alla presenza di intellettuali, relatori, scrittori, cittadini e curiosi assiepati negli spazi circostanti.
Presenti il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il sindaco di Pescara, Carlo Masci con l’assessore alla Cultura e vice sindaco, Maria Rita Carota, il rettore dell’Università degli Studi di Pescara, “G. d’Annunzio”, Liborio Stuppia, e Luca De Renzis, consigliere segretario della Presidenza del Consiglio regionale. All’evento ha partecipato anche il questore della città, Carlo Solimene.
Un’edizione, quella del 2025, definita “3.0”: “Tante le novità, il Festival cresce ogni anno – ha spiegato Giordano Bruno Guerri -, ma quest’anno veramente ha avuto uno slancio particolare. Le nuove tecnologie sono sensazionali. Abbiamo messo a Casa d’Annunzio dei visori 3D di ultimissima generazione che permettono di vedere la prioria, la Casa d’Annunzio al Vittoriale, come esserci dentro, passeggiando per le stanze, in dettagli che neanche i visitatori presenti fisicamente possono vedere. Mi piace molto questa unione tra Casa Natale e ultima residenza di d’Annunzio”.
“Poi invece all’Aurum – ha aggiunto – c’è la possibilità di collegarsi con l’ologramma a grandezza naturale di d’Annunzio che abbiamo realizzato al Vittoriale, che parla con la sua voce e che è in grado di rispondere a tutte le domande, non solo sulle proprie opere. Viaggia velocissimo nel web può rispondere a qualsiasi domanda, anche su cosa farà Leone XIV nei prossimi anni. E quindi è una novità sensazionale. Questo ologramma, nutrito con l’intelligenza artificiale, non ce l’ha nessun museo in Europa e questa è una novità, certamente. Una novità importante è anche la diffusione del festival, non solo in tutta la città di Pescara, ma anche fuori Pescara, perché d’Annunzio non era solo pescarese, era abruzzese, ed è giusto che il festival a lui dedicato coinvolga anche altri paesi e città come L’Aquila, per cui il festival si prolungherà anche nel tempo, nei giorni, fino a novembre quest’anno. Inoltre c’è un legame molto più stretto con l’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, che servirà ad approfondire molti dettagli della vita e dell’opera di D’Annunzio”.
Tanto futurismo: “D’Annunzio ebbe con il futurismo un rapporto complesso, prima litigò molto con Marinetti perché Marinetti lo attaccava, lo definiva Monte Carlo di tutte le letterature, d’Annunzio gli rispose con un insulto futurista, lo definì ‘cretino fosforescente’, poi divennero amici durante la guerra e lo furono per tutta la vita di d’Annunzio. Quindi il futurismo fu importante anche culturalmente per d’Annunzio, per la sua ultima opera importante, Il notturno del ’21, risente degli influssi futuristi, lui stesso lo ammette”.
“Onoreremo il futurismo a Pescara dando in anteprima mondiale il 7 settembre, come evento finale del festival, il film Mondo futurista realizzato dalla RAI, di cui sono autore e anche regista, è il mio esordio alla regia, ed è un docufilm, io credo molto bello, che racconta appunto l’importanza di questo straordinario movimento che ha cambiato per sempre il rapporto fra arte e cultura, vita e arte, e che si è diffuso in tutto il mondo influenzando molte cose successive che aveva previsto, fra cui internet e anche l’intelligenza artificiale, che noi usiamo abbondantemente, quindi sarà un evento molto importante, io credo di poter portare dal festival di Venezia anche un’anteprima del film Duse, di Pietro Marcello, che è in concorso a Venezia, verrà presentato il 3 settembre, nel quale recito anch’io come segretario di d’Annunzio”.
Infine un messaggio ai ragazzi: “D’Annunzio fece della propria vita un’esperienza inimitabile, lo sforzo di tutti noi, in particolare di giovani che hanno tutta la vita davanti, è di realizzare un’esistenza piena, creativa e gioiosa. Certo, i tempi sono difficili, sono sempre difficili, ogni generazione ha dovuto affrontare problemi che sembravano insommortabili, però ogni generazione li ha superati”.