L’AQUILA – Importanti testimonianze pittoriche a lungo nascoste sono tornate alla luce nel corso dei lavori di restauro nella ex Cappella di San Rocco a Navelli, in provincia dell’Aquila, di proprietà comunale, diretti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Sapab) per L’Aquila e Teramo, stazione appaltante dell’intervento.
A seguito della consegna dei lavori avvenuta lo scorso 7 ottobre, il primo sopralluogo dei tecnici Sapab ha consentito di documentare risultati di rilievo già dopo la prima fase di descialbo effettuata da Christian Seghetta, incaricato dell’intervento: intorno alla Madonna in trono con bambino databile alla fine del XV secolo, già nota e visibile sulla parete a sinistra dell’ingresso, sono emersi una più tarda Annunciazione che la incornicia nella parte superiore, e una Crocifissione dipinta nella lunetta al di sopra, in parte tagliata dalla volta settecentesca.
Nella seconda campata, attorno a una nicchia con conchiglia e finto damasco che in origine doveva ospitare la statua del santo a cui il sacello è dedicato, stanno affiorando scene delle storie di San Rocco, probabilmente ordinate su tre registri sovrapposti; al momento è stata completamente liberata la scena della morte del Santo.
L’intervento, diretto dal funzionario storico dell’arte della Soprintendenza Antonio David Fiore, in squadra con i colleghi Tancredi Farina e Maria Fernanda Falcon Martinez, è finalizzato al recupero e alla valorizzazione dell’apparato decorativo della cappella, e fa parte del più ampio programma di tutela e conservazione del patrimonio storico-artistico diffuso nei centri del cratere aquilano.
“Le scoperte emerse a Navelli – sottolinea la Soprintendente architetto Cristina Collettini, – restituiscono alla comunità un importante frammento della memoria artistica del territorio. La qualità delle pitture e la loro articolazione iconografica confermano il valore della ricerca che accompagna ogni cantiere di restauro, capace di rivelare nuovi e sorprendenti capitoli della nostra storia”.
“Il ritrovamento rappresenta un tassello importante per la ricostruzione storica e la dotazione artistica del nostro territorio – ha detto Paolo Federico sindaco di Navelli –Ancora una volta il prezioso lavoro svolto dai professionisti della Soprintendenza ha consentito di strappare dall’oblio elementi importanti che di sicuro rappresenteranno un motivo di attrazione e soprattutto di maggiore comprensione della storia della nostra zona. Come amministrazione faremo tutto quanto in nostro potere per la giusta valorizzazione e divulgazione di questi tesori immensi che meritano di essere apprezzati anche dal pubblico più vasto”.
I risultati della prima fase di indagini saranno illustrati al pubblico sabato 25 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 14.00. L’apertura straordinaria del cantiere è inserita nell’ambito del Progetto Radici, il piano di valorizzazione promosso annualmente dalla Soprintendenza.