TURISMO: IN ABRUZZO 16,9% STRANIERI, L’1,7% IN ITALIA. SOS UTENTI, “DATI IMPIETOSI, FERMI AGLI ANNI ’60”

Agosto 20, 2026 6:57

L’AQUILA  – Nell’aggregato Abruzzo e Molise, la quota delle presenze turistiche sul totale nazionale passa appena dall’1,5% del 1962 all’1,7% del 2025: un incremento di soli 0,2%. La quota delle presenze straniere nel 2025 è di appena il 16,9%. Questo quando il turismo straniero rappresenta il 71,6% delle presenze nel Lazio, il 70,7% in Veneto e il 68,1% in Lombardia.

A battere su un tasto dolente sono i dati pubblicati dal Sole 24 ore, elaborati su dati Istat e riferiti all’evoluzione del turismo dal 1962 al 2025.

Dati che fanno da contraltare all’oggettiva crescita complessiva del turismo negli ultimi anni in Abruzzo, come ricordato proprio ieri dal ministro Gianmarco Mazzi ad Alba Adriatica (Teramo), per l’evento “Bar Italia”

“Nei primi sei mesi del 2026, l’Abruzzo ha registrato una crescita turistica superiore alla media nazionale, con un +7,2% negli arrivi e un +7,7% nelle presenze. A luglio, l’andamento si è consolidato ulteriormente, segnando +6,5% di arrivi e +6,7% di presenze sullo stesso mese del 2025”, ha detto il ministro.

Un turismo prevalentemente domestico, e a commentare i dati dell’Istat sulle presenze straniere è l’associazione Sos Utenti, per la quale “la domanda che i dati del Sole 24 Ore pone oggi all’Abruzzo è semplice: se in oltre sessant’anni il peso del nostro turismo sul mercato nazionale è rimasto sostanzialmente marginale e la componente straniera continua a essere così ridotta, possiamo davvero continuare a fare le stesse cose aspettandoci risultati diversi?”.

E ritiene “non più rinviabile l’apertura di un confronto pubblico sulla strategia turistica dell’Abruzzo”.

L’ANALISI DI SOS UTENTI

Non è sufficiente celebrare l’incremento numerico delle presenze turistiche. La vera domanda è un’altra: perché l’Abruzzo, nonostante le proprie straordinarie risorse ambientali, paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche e nonostante gli ingenti investimenti pubblici realizzati nel corso dei decenni, continua a intercettare in misura così modesta il turismo internazionale?

SOS UTENTI APS ritiene che questa domanda debba essere posta pubblicamente. La Costa dei Trabocchi avrebbe potuto rappresentare un laboratorio di una nuova politica turistica È proprio da questa esigenza che nacque il progetto GEIE Costa dei Trabocchi. Non un semplice progetto per una pista ciclabile.

L’idea era molto più ampia: trasformare la Via Verde e il territorio costiero compreso tra Ortona e Vasto in un sistema territoriale integrato di accoglienza, servizi, ambiente, cultura, mobilità, enogastronomia e turismo internazionale.

Il progetto individuava espressamente nella qualità complessiva e crescente reputazione dell’intero territorio uno dei motori fondamentali dell’iniziativa e prevedeva il coinvolgimento di tour operator internazionali per portare stabilmente l’offerta della Costa dei Trabocchi sui mercati esteri.

Era una visione fondata su un principio semplice ma decisivo: il turista internazionale non compra soltanto un panorama; compra un’esperienza complessiva di territorio.

E l’esperienza dipende dalla qualità dell’accoglienza, dalla manutenzione, dalla sicurezza, dalla mobilità, dalla pulizia, dai servizi, dalla professionalità degli operatori, dalla capacità di costruire itinerari e dalla reputazione internazionale della destinazione.

Non consumo del territorio, ma valorizzazione della sua identità È importante ricordarlo perché troppo spesso il confronto viene falsato. Il progetto GEIE non nasceva per trasformare la Costa dei Trabocchi in una nuova località di turismo massificato.

Al contrario, poneva come linea guida la preservazione della naturalità e dell’identità incontaminata dei luoghi, attraverso materiali naturali ed ecosostenibili, con l’obiettivo di collegare costa ed entroterra e creare un modello di ecoturismo capace di generare sviluppo e occupazione.

La proposta prevedeva inoltre una cooperazione tra imprese, professionisti, associazioni, enti pubblici territoriali e Comuni, con una funzione di coordinamento e vigilanza permanente sui criteri paesaggistici, logistici, edilizi e manutentivi.

In altre parole: non si chiedeva al territorio di rinunciare alla propria identità per attrarre turisti; si proponeva di fare della sua identità il principale prodotto turistico internazionale.

La proposta privata fu presentata. La Provincia scelse un’altra strada Il progetto, dopo anni di elaborazione e interlocuzione istituzionale, fu formalizzato alla Provincia di Chieti nel giugno 2022 mediante una proposta di Project Financing ai sensi dell’art. 183, comma 15, del D.Lgs. 50/2016.

La documentazione progettuale evidenziava anche la disponibilità di professionalità e capitali provenienti dall’estero e, in particolare, dal Lussemburgo, con una dichiarata attenzione alla sostenibilità ambientale, all’urbanistica e alla valorizzazione turistica del territorio. La Provincia di Chieti, tuttavia, con comunicazione del 13 gennaio 2023, affermò che la Via Verde sarebbe stata gestita direttamente dall’Ente e dichiarò che il progetto di finanza non sarebbe stato preso in considerazione.

Nella stessa comunicazione si prospettava la successiva rifunzionalizzazione delle vecchie stazioni ferroviarie attraverso un bando pubblico. SOS UTENTI APS non intende oggi riaprire una polemica amministrativa di cinque anni fa. Intende porre una questione molto più importante: quale modello di sviluppo turistico è stato scelto per la Costa dei Trabocchi e quali risultati ha prodotto, soprattutto sul mercato internazionale? Il problema non è chi gestisce: il problema è come si gestisce SOS UTENTI APS non sostiene che la gestione pubblica sia, per principio, sbagliata, sostiene qualcosa di diverso. Una infrastruttura pubblica, da sola, non crea automaticamente un’economia turistica internazionale.

Per farlo occorrono competenze specifiche, capacità di marketing internazionale, rapporti con tour operator e mercati esteri, progettazione dell’offerta, manutenzione costante, qualità dei servizi, coordinamento dei Comuni e una strategia pluriennale.

Il progetto GEIE aveva individuato proprio questo problema e proponeva una struttura nella quale energia privata, competenza internazionale e responsabilità pubblica potessero cooperare, senza sottrarre agli Enti pubblici il ruolo di indirizzo e controllo. Era una proposta discutibile, naturalmente, ma era una proposta.

E soprattutto era una proposta che cercava di affrontare il problema del turismo internazionale, che i dati odierni dimostrano essere ancora irrisolto. L’Abruzzo non ha bisogno di amministratori del presente: ha bisogno di progettisti del futuro È questo il punto che SOS UTENTI APS intende sottoporre pubblicamente alla Regione Abruzzo, alla Provincia di Chieti e ai Sindaci dei Comuni della Costa dei Trabocchi.

Occorre aprire una nuova stagione. Non servono ulteriori interventi episodici e fra Serve una visione territoriale unitaria, capace di mettere insieme Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e l’entroterra, trasformando la Costa dei Trabocchi in una destinazione riconoscibile e vendibile sui mercati internazionali. E serve affidare questa programmazione a persone che abbiano tre caratteristiche essenziali: competenza reale; visione internazionale; assoluta indipendenza da interessi particolari e conflitti di interesse.

Persone capaci di guardare il territorio non attraverso il prossimo mandato amministrativo, ma attraverso i prossimi venti anni. La biodiversità non deve essere l’alibi per non investire: deve diventare il nostro vantaggio competitivo SOS UTENTI APS ritiene che la tutela ambientale e l’attrazione degli investimenti non siano obiettivi contrapposti. La vera sfida è attrarre investimenti qualificati, sottoposti a regole rigorose, capaci di rispettare integralmente biodiversità, paesaggio e identità dei luoghi.

Non occorre consegnare la Costa dei Trabocchi a nessuno, occorre, piuttosto, aprire il territorio alla competenza internazionale mantenendo saldamente in mano pubblica le regole, i vincoli e gli interessi collettivi. Il turista straniero di qualità può diventare un moltiplicatore economico per ristorazione, ricettività, commercio, cultura, agricoltura, artigianato, trasporti e servizi.

È esattamente la logica di filiera che il progetto GEIE individuava, immaginando la Costa come volano per l’intero Abruzzo.

Alla luce dei dati pubblicati dal Sole 24 Ore di Lunedì 17 Agosto 2026, SOS UTENTI APS ritiene non più rinviabile l’apertura di un confronto pubblico sulla strategia turistica dell’Abruzzo e, in particolare, della Costa dei Trabocchi. Chiediamo alla Regione Abruzzo e alla Provincia di Chieti di misurare finalmente le politiche turistiche non soltanto attraverso il numero complessivo dei visitatori, ma attraverso la capacità di attrarre e fidelizzare il turismo internazionale.

Chiediamo, non per noi ma per gli Abruzzesi che sono stanchi di abbandonare i loro territori, che la Costa dei Trabocchi diventi il laboratorio di una nuova politica territoriale fondata su: qualità dell’accoglienza; manutenzione permanente del territorio; tutela rigorosa della biodiversità; coordinamento effettivo tra i Comuni; integrazione tra costa ed entroterra; promozione internazionale; coinvolgimento dei grandi operatori turistici esteri; attrazione di investimenti qualificati; valutazione pubblica dei risultati ottenuti.

E chiediamo, soprattutto, che la programmazione venga affidata a visionari competenti, capaci di immaginare ciò che oggi ancora non esiste, ma sufficientemente indipendenti da non trasformare la programmazione pubblica in terreno di interessi particolari.