UN BORGO NEL METAVERSO: ALLE OFFICINE I LUOGHI VIRTUALI DI FONTECCHIO DELL’INFORMATICO CAMPLONE

Luglio 15, 2022 8:47

L’AQUILA – Oggi alle ore 19 per gli incontri settimanali presso Le Officine di Fontecchio, in provincia dell’Aquila, si svolgerà la presentazione di “Un borgo nel metaverso”, a cura dell’informatico e programmatore Massimo Camplone.

Ad essere stato realizzato, in uno spazio virtuale, attraverso l’insieme delle risorse tecnologiche e servizi che permettono la costruzione di un universo parallelo utilizzabile tramite dispositivi informatici sta subendo una nuova riscoperta. In questo caso con i luoghi ed esperienze significative del borgo di Fontecchio “con l’intento di lanciare oltre i limiti fisici la diffusione della catena di eventi ed esperienze che stanno costruendo in questa piccola realtà una dimensione nuova, con l’intento di una sostenibilità delle presenze che animano con spirito rinnovato questo luogo”.

“Si tratta di una operazione che ha molti obiettivi – spiega Camplone -; diffondere oltre i limiti fisici l’esperienze in atto, consentire la fidelizzazione di chi è passato ed ha visitato di tornare almeno virtualmente a rivivere alcune delle esperienze sensoriali tipiche, offrire ed aggiornare le capacità di comunicare e realizzare eventi e di poter creare appuntamenti d’arte appositamente studiati o continuare quelle reali oltre le proprie scadenze temporali ed altre ma sopra tutta l’operazione, totalmente gratuita per le parti coinvolte, chi vuole contribuire o utilizzare, è l’aspetto della devianza (in termini del situazionismo) sociale ed artistica dell’uso di una piattaforma digitale (e normalmente orientata allo sviluppo del business) per poter trasmettere l’abilità alla gratitudine, alla compartecipazione. all’autogestione, insomma a quei valori che si ascrivono solitamente al reale e si pensi siano avulse alle dimensioni digitali, dimenticando che queste dimensioni sono realizzate e popolate da persone”.

In questa visione l’intera operazione realizza un’opera d’arte provocatoria per la messa in evidenza dell’uso che si può fare degli strumenti che, ancora per poco probabilmente, sono gestiti da “noi”. Per un nuovo umanesimo digitale ed una nuova archeologia delle esperienze”, conclude Camplone.

Alle ore 21 è poi previsto nella casa di arte natura La Kap, la proiezione con seguente dibattito, del documentario “Eugenio Benni, il disegno di una vita”, dedicato al grande disegnatore di Raiano scomparso nel 2009, autore di personaggi che hanno segnato un’epoca, come Capitan Miki, Grande Blek e L’Uomo mascherato.

COS’E’ UN METAVERSO

Il metaverso, cioè l’insieme delle risorse tecnologiche e servizi che permettono la costruzione di un universo parallelo utilizzabile tramite dispositivi informatici sta subendo una nuova riscoperta.

Tale dimensione che ha visto l’alba attorno il 2003 ha raggiunto i limiti dell’epoca nel 2017. in quel momento tutte le potenzialità esplorate e sviluppate hanno subito un crollo delle dinamiche economiche per la nascita del bitcoin, la moneta digitale.

Il metaverso più famoso dell’epoca è stato senza dubbio Second Life nel quale utilizzatori posso tramite una propria identità (avatar) ricostruita o immaginaria, creare un proprio tessuto di relazioni con altre persone come già avveniva con le chat, ma anche parlarsi, costruire luoghi nel mondo virtuale, creare oggetti e servizi, vendere e comprare, viaggiare divertirsi giocare, analogamente la realtà.

Il business di questi circuiti si avvale di una moneta propria (il Linden nel caso di Second Life) che ha un rapporto di cambio con le valute reali e che quindi ha consentito anche la creazione di nuove opportunità professionali (dagli architetti agli/alle steward, dai designer di moda ai programmatori ecc,) e casi emblematici di persone che hanno raggiunto risultati economicamente validi nel mondo reale.

Molti brand reali hanno visto con interesse e si sono inseriti per replicare i propri valori. Con la capacità di streaming audio in diretta anche chi organizza eventi ha potuto espandere le proprie capacità (dai concerti alla formazione).

il bitcoin, cioè questo nuovo valore di scambio digitale ha rimesso tutto in discussione creando una capacità di movimento orizzontale e le nuove piattaforme dei metaversi hanno ora la capacità di “gamificare” (da game in inglese gioco) processi più completi e nuovi servizi.

l’interesse è tornato alla ribalta da poco meno di un anno quando inoltre il gruppo di servizi con a capo Mark Zuckerberg è stato riunito proprio sotto l’egida di una capogruppo a nome Meta, quale prova dell’interesse e azioni allo sviluppo di un proprio metaverso (economico ovviamente).

Allora, perché parlare di un metaverso in un borgo nel quale la comunicazione si sviluppa ancora con il passa parola e la relazione diretta tra le persone che si possono facilmente incrociare nel reale?

Massimo Camplone (30 anni nell’informatica) ha realizzato in un piccolo metaverso dimostrativo uno spazio nel quale ha portato le risorse legate all’arte del borgo di Fontecchio con l’intento di lanciare oltre i limiti fisici la diffusione della catena di eventi ed esperienze che stanno costruendo in questa piccola realtà una dimensione nuova, con l’intento di una sostenibilità delle presenze che animano con spirito rinnovato questo luogo.