TURISMO: “ABRUZZO CRESCE OLTRE MEDIA NAZIONALE”, D’AMARIO, “L’AQUILA 2027 VOLANO PER INTERA REGIONE”

Ottobre 14, 2026 6:56

L’AQUILA – “I numeri parlano chiaro e dimostrano che l’Abruzzo sta vivendo una fase di straordinaria maturità e crescita turistica. Come ha evidenziato lo stesso Ministero del Turismo, ‘l’Abruzzo corre più veloce della media nazionale e si conferma tra i protagonisti della crescita del turismo italiano’. Quest’anno il percorso e le iniziative legate a L’Aquila Capitale della Cultura 2027 hanno generato un ritorno di immagine ed economico eccezionale. L’Aquila non è stata una cattedrale nel deserto, ma un vero e proprio volano per tutto l’Abruzzo”.

Così, in un’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb, il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale d’Abruzzo con delega al turismo, Daniele D’Amario, alla vigilia del TTG Travel Experience – in programma da oggi, 14 ottobre, e fino al 16, al Rimini Expo Centre -, che vedrà la partecipazione della Regione Abruzzo con uno stand espositivo di 200 metri quadrati (situato nel Padiglione A2, spazi 124-212), nell’Area Italia, nelle immediate vicinanze della Italy Arena.

La partecipazione è coordinata dalla Regione Abruzzo in stretta sinergia con le Camere di Commercio di Chieti Pescara e del Gran Sasso e vedrà la presenza di 27 operatori del territorio, che avranno a disposizione desk dedicati agli incontri professionali e B2B.

Sottosegretario D’Amario, partiamo dai numeri: come sono stati i dati della stagione estiva in Abruzzo, nelle località balneari e nell’entroterra?

Veniamo già da un 2025 da record, chiuso a 8,7 milioni di presenze turistiche, con un balzo del +21,4% rispetto all’anno precedente (pari a circa 1,5 milioni di presenze aggiuntive). Nel 2026 questo andamento si è consolidato: nei primi sei mesi dell’anno abbiamo segnato un +7,2% negli arrivi e un +7,7% nelle presenze. Luglio ha confermato la spinta con un +6,5% di arrivi e +6,7% di presenze rispetto a luglio 2025. Ma il dato che mi riempie più di orgoglio riguarda i piccoli comuni e le aree interne, che nel primo semestre 2026 crescono del +10,9%. È la dimostrazione che il nostro modello di turismo diffuso — che unisce mare, borghi, montagna e riserve naturali — sta funzionando sia sulla costa balneare sia nell’entroterra.”

Quali sono le criticità ancora da superare?

Sul piano gestionale e dell’acquisizione dati, nel corso del 2026 abbiamo affrontato una fase di transizione: per adeguare i nostri sistemi informatici alle disposizioni AgID, abbiamo introdotto l’autenticazione obbligatoria con SPID e CIE sul portale SITRA, riservato alle strutture ricettive per la comunicazione di arrivi e presenze. Questo passaggio ha provocato un temporaneo rallentamento nell’invio delle comunicazioni statistiche da parte degli operatori turistici, che stiamo prontamente recuperando. Per avere un quadro sempre tempestivo, il Ministero del Turismo ha chiesto al Ministero dell’Interno l’accesso ai dati del portale Alloggiati Web delle Questure.

Sul piano strutturale e di lungo periodo, la vera criticità su cui intervenire resta il potenziamento delle infrastrutture e dei collegamenti intermodali: velocizzare la direttrice adriatica, migliorare la viabilità interna verso i Parchi e su ferro verso il Tirreno, verso sia Roma che Napoli, eppoi continuare a potenziare le rotte dell’Aeroporto d’Abruzzo per intercettare i flussi internazionali, su questo abbiamo già fatto un grande lavoro stabilendo nuovi record ma non ci poniamo limiti.

Quali obiettivi si pone l’Abruzzo a Rimini, con quale messaggio e brand?

“Al TTG Travel Experience di Rimini ci presentiamo uniti e in grande stile: la Regione Abruzzo, insieme alle Camere di Commercio di Chieti-Pescara e del Gran Sasso, promuove uno spazio espositivo di 200 metri quadrati nell’Area Italia (Padiglione A2, spazi 124-212, vicino alla Italy Arena). Ospitiamo ben 27 operatori del territorio con desk dedicati agli incontri B2B. Arriviamo a Rimini con un messaggio chiaro e un’offerta integrata: dal turismo attivo e outdoor al cicloturismo, dai borghi all’enogastronomia, dalle proposte esperienziali al segmento wedding, dal mare sia sabbioso che selvaggio alle montagne per escursioni d’estate e sciate d’inverno. Non manca nulla. Come ho sottolineato alla presentazione dell’evento, l’obiettivo è “fare sistema” tra istituzioni e imprenditori per elevare la competitività della destinazione Abruzzo e consolidare la nostra presenza sui mercati nazionali ed esteri.

Nel comparto turistico c’è ancora molto sfruttamento del personale e lavoro nero e grigio, si può pensare ad una certificazione a garanzia del rispetto dei diritti del lavoro e della legge italiana?

La qualità dell’accoglienza non può prescindere dalla dignità e dalla tutela del lavoro. Il sommerso e il lavoro grigio penalizzano le persone e danneggiano gli imprenditori corretti con una concorrenza sleale. Guardiamo con estremo favore all’ipotesi di introdurre un marchio o bollino regionale di sostenibilità etico-lavorativa per le strutture ricettive. L’obiettivo è creare una premialità concreta: le imprese che dimostrano il pieno rispetto dei contratti collettivi nazionali e delle norme di tutela del personale avranno corsie preferenziali o punteggi aggiuntivi nell’accesso ai bandi e ai finanziamenti regionali di sostegno al settore. Già è così, ho chiesto comunque alla struttura regionale di porre maggiori attenzioni a questo riguardo.

Che ritorno ha avuto L’Aquila capitale della Cultura? Ha fatto da volano anche per il resto d’Abruzzo?

Il percorso e le iniziative legate a L’Aquila Capitale della Cultura hanno generato un ritorno di immagine ed economico eccezionale. L’Aquila non è stata una cattedrale nel deserto, ma un vero e proprio volano per tutto l’Abruzzo. I flussi turistici e l’attenzione dei media attirati dai grandi eventi della capitale si sono irradiati lungo le direttrici del Gran Sasso, della Valle Subequana e della Peligna, raggiungendo i borghi e la costa. La cultura si è confermata un fattore di attrazione capace di generare economia per l’intera regione. Anche l’evento Prix della Rai, da noi finanziato, ha ulteriormente acceso i riflettori su L’Aquila, dando grande risalto a sia alla Capitale della Cultura che a tutto l’Abruzzo.

Condivide le iniziative volte a limitare la pervasività dei B&b e affitti brevi nelle città minacciate dalla turistificazione? In Spagna ci sono imponenti manifestazioni contro il caro affitti

Il fenomeno degli affitti brevi richiede una lettura attenta e differenziata. Nelle grandi metropoli e nelle città d’arte sature, la regolamentazione è indispensabile per evitare lo spopolamento dei centri e la speculazione immobiliare. In Abruzzo la situazione è articolata: se in aree ad alta densità occorre vigilare, nei nostri borghi e nelle aree interne la ricettività diffusa e il micro-affitto rappresentano spesso l’unica alternativa al degrado e allo spopolamento. La nostra linea non è il divieto generalizzato, ma una regolamentazione trasparente e il contrasto fermo all’abusivismo, per far convivere il diritto all’abitare con lo sviluppo turistico.

Quali sono le misure e le risorse che la Regione Abruzzo sta mettendo in campo per il turismo?

Le politiche turistiche si misurano sui progetti e sui finanziamenti concreti. La Regione Abruzzo sta mobilitando risorse imponenti tra Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), fondi PR FESR e risorse nazionali.

Cultura e Valorizzazione del Patrimonio: Circa 120 milioni di euro dall’Accordo di Coesione destinati alla tutela del patrimonio culturale e allo sviluppo dell’accoglienza.

Infrastrutture e Trasporti: Oltre 360 milioni di euro sul sistema della mobilità, compresi i 6,7 milioni di euro per il potenziamento dell’Aeroporto d’Abruzzo e gli investimenti sui collegamenti con i borghi e le aree interne.

Cicloturismo e Mobilità Dolce: Risorse continue per completare la Rete Ciclovie Abruzzo e la valorizzazione della Costa dei Trabocchi.
Rilancio della Montagna: Un piano straordinario da 17,7 milioni di euro (fondi FSC) per l’ammodernamento strutturale del bacino sciistico Passolanciano-Maielletta.

Rigenerazione dei Borghi: Oltre ai 32 milioni del Bando Borghi PNRR, abbiamo destinato 78 milioni di euro per la riqualificazione urbana nei comuni sotto i 30.000 abitanti.

Possiamo dire, senza paura di essere smentiti, di aver investito molto sul tema posto.

Pochi giorni fa ci ha lasciato Daniele Kihlgren, cosa resterà vivo e di esempio del suo impegno, del suo modello di turismo?

La scomparsa di Daniele Kihlgren lascia un dolore profondo e un’eredità culturale inestimabile. Kihlgren è stato un visionario illuminato: con la sua intuizione a Santo Stefano di Sessanio ha mostrato al mondo che l’architettura storica e l’anima dei nostri borghi montani abbandonati non erano un peso, ma una ricchezza immensa. Il suo modello di albergo diffuso e restauro filologico conservativo rimane una lezione fondamentale: fare turismo di qualità significa tutelare rigorosamente l’autenticità dei luoghi e l’identità delle comunità. Questo insegnamento continuerà a essere la stella polare per le politiche regionali di valorizzazione dell’entroterra.

Che peso ha per l’attrattività dell’Abruzzo il suo essere una regione che ha un record di parchi e aree protette?

È il nostro marcatore identitario principale e il nostro più grande valore aggiunto sui mercati internazionali. Essere la Regione Verde d’Europa — con oltre un terzo del territorio protetto da tre Parchi Nazionali, un Parco Regionale e decine di riserve naturali — ci posiziona ai vertici del turismo sostenibile e all’aria aperta. In una fase storica in cui i viaggiatori cercano sempre più natura incontaminata, benessere e autenticità, il nostro sistema di aree protette è la leva strategica per destagionalizzare l’offerta e garantire flussi turistici 365 giorni all’anno.