PESCASSEROLI – Arteparco, iniziativa che dal 2018 valorizza un territorio unico come il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise attraverso interventi di arte contemporanea, inaugura la sua ottava edizione presentando l’opera Stasis di Velasco Vitali (Bellano, 1960), tra i nomi di spicco del panorama artistico contemporaneo italiano.
Con la sua ottava edizione, Arteparco rafforza la vocazione del progetto a diventare un vero e proprio museo a cielo aperto, capace di guidare il pubblico alla scoperta di opere allestite nel cuore del Parco.
Percorrendo i sentieri C1 e C2 del Parco, è possibile imbattersi negli interventi di artisti dalla cifra stilistica eterogenea che, nel corso degli anni, si sono confrontati con questo contesto incontaminato: Marcantonio, Matteo Fato, Alessandro Pavone, Sissi, Valerio Berruti, Accademia di Aracne e megx.
Il progetto, ideato dall’imprenditore e comunicatore abruzzese Paride Vitale, nasce dalla virtuosa collaborazione tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Comune di Pescasseroli e il brand di profumi PARCO1923.
“Ogni anno ARTEPARCO ci ricorda quanto la natura possa essere fonte inesauribile di ispirazione per la creatività contemporanea”, afferma Paride Vitale. “Arrivare all’ottava edizione è motivo di grande gioia e gratitudine verso tutti coloro che hanno condiviso, sostenuto e vissuto questo sogno insieme a me.”
STASIS DI VELASCO VITALI
Velasco Vitali, ispirato dal contesto delle Foreste Vetuste – riconosciute Patrimonio Mondiale dall’UNESCO nel 2017 – ha realizzato, per l’ottava edizione di ARTEPARCO, Stasis, un’opera che rende omaggio alla fauna del Parco traendo ispirazione dagli stiliti, asceti dell’antichità che vivevano per lunghi periodi sopra colonne o pilastri, immobili e in preghiera, come forma di elevazione spirituale.
L’opera è una riflessione sul concetto di equilibrio, che intreccia la dimensione fisica con quella contemplativa, e si collega idealmente alla serie Torre, realizzata dall’artista tra il 2005 e il 2010.
In Stasis, il tronco grezzo e semi lavorato di una quercia si trasforma in una colonna naturale, sormontata da un capitello decorato con foglie d’acanto. In cima, si erge un lupo appenninico, simbolo della natura selvaggia e, al tempo stesso, metafora della società contemporanea, ancora in cammino verso una piena consapevolezza del proprio ruolo nel mondo.
“Per le Foreste Vetuste del Parco ho immaginato una scultura simbolica, punto di partenza di un percorso in cui ognuno è chiamato a lasciare la propria impronta, a testimonianza del legame con il territorio”, afferma Velasco Vitali. “È un invito a disegnare una ‘geografia della mente’, fatta di connessioni, scambi e consapevolezza della nostra esistenza.”