L’AQUILA – “La felicità non è una locanda sul percorso, ma un modo di camminare nella vita”, scriveva il neurologo e filosofo austriaco Viktor Frankl. Ma oltre all’afflato poetico, dopo un lungo cammino, a piedi o in bicicletta, rende senz’altro felici trovare un luogo accogliente per riposare, socializzare, conoscere, mangiare e dormire possibilmente a basso costo. Ed inoltre il lungo cammino va fatto conoscere, va promosso in Italia e nel mondo, va gestito al meglio, per farne davvero un volano di turismo lento e rispettoso della natura.
Questi alcuni dei temi toccati nell’importante convegno di ieri a palazzo Margherita all’Aquila, “Cammini e ciclovie della transumanza, asset strategici per lo sviluppo dei territori del cratere”, organizzato da Ciclovie della Transumanza.
L’Abruzzo, in particolare grazie alla spinta dei fondi del Pnrr, si appresta a diventare un reticolo di percorsi di migliaia di chilometri, con maggiore densità nei territori del cratere sismico 2009 e di quello del 2016, in parte già operativi, altri che saranno pronti alla fruizione entro il 2026: ben 14 cammini (del Parco Maiella, degli Altipiani, di San Tommaso, Voltigno trail center, delle Grandi abbazie e dei luoghi sacri del pescarese, della Pace, del Sale, d’Abruzzo, del Frassati sul Voltigno, Sentiero Italia, del Gran Sasso, dell’Alta Valle dell’Aterno, dei Monti e dei santi), a cui si aggiungono ben 11 ciclovie (della Regione Abruzzo, della Transumanza, delle Vie dei magi, Voltigno, trail center, Abruzzo lento live, dei Percorsi di Ermes, del Gran Sasso,della Pace, di San Tommaso, del Grande anello del Parco Sirente Velino, Appennino bike tour).
“Cammini e ciclovie rappresentano sicuramente un’offerta turistica importante alla luce anche del nuovo modo di far turismo. Oramai le persone non vogliono solo più vedere dei luoghi, quei luoghi vogliono viverli, possibilmente al contatto con la natura, vogliono un turismo lento, di raccordo con i territori. Sono sicuramente un’opportunità, oggi parliamo delle aree del cratere, ma sono sicuramente un’opportunità per tutto l’Abruzzo”, così nel suo intervento, ha esordito il sottosegretario di giunta con delega al Turismo, Daniele D’Amario, coordinatore della commissione Turismo della conferenza delle Regioni, in una gremita sala riunioni, dove c’erano assieme a tanti addetti ai lavori, Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, Roberto Santangelo, assessore regionale alla Cultura, Lanfranco Chiola, sindaco di Cugnoli, e coordinatore Area Omogenea 5, Paolo Federico, sindaco di Navelli e coordinatore Area Omogenea 6, Francesco D’Amore, presidente Parco Sirente Velino, Raffaello Fico, titolare Usrc Ufficio speciale per la Ricostruzione dei Comuni del cratere, Salvatore Provenzano, titolare Usra Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, Andrea Lolli, presidente Cammino del Gran Sasso, Roberto Di Vincenzo, presidente CARSA.
Il sindaco Chiola ha aggiornato sullo stato dell’arte della ciclovia della transumanza, realizzato grazie al finanziamento del Pnrr, progetto che propone un percorso ciclabile attraverso otto comuni abruzzesi nelle province di Pescara e dell’Aquila: Cugnoli (capofila), Brittoli, Bussi sul Tirino, Capestrano, Civitella Casanova, Montebello di Bertona, Popoli Terme e Torre de’ Passeri, con 12 distinti itinerari per 378 chilometri.
“A me piace definirlo un contenitore, dove all’interno, oltre che le ciclovie, ci sono una serie di attività culturali, gastronomia, servizi. Sono oltre 370 chilometri, è un circuito ben preciso, quasi tutti i comuni del Pescarese, nella nostra area omogenea del cratere, e in più ci interfacciano con i comuni fuori cratere. Presumiamo di finire intorno a giugno. Stiamo lavorando anche sui punti di ristoro e strutture dove poter dormire, a maggior ragione dobbiamo interagire con il territorio e con i portatori di interesse”.
Ruolo importante è nella realizzazione dei cammini e ciclovie, è rivestito dall’Usrc, come il cammino della Baronia, il cammino grande di Celestino, il cammino dei Francescani, il cammino tra i Vestini, che cubano questi 400 chilometri dal paese più a nord, Castel del Monte a quello più a sud, Collarmele, da L’Aquila a Sulmona.
La realizzazione si completerà entro la metà del 2026, ha assicurato Fico, “e ora si deve affiancare un sistema di governance nella organizzazione e fruizione, quindi il tema di oggi è più allargato perché riguarda una compartecipazione di tutti gli enti e gli stakeholders coinvolti su cammini e ciclovie nella regione, ben oltre quello che noi abbiamo fatto, questa è una grande occasione del poter ragionare di percorsi in una visione ed insieme, ma anche di gestione di percorsi”.
Anche Fico insiste sulla necessità di una adeguata infrastrutturazione immateriale e materiale.
“Manca ancora la parte culturale e stiamo realizzando tutta una serie di video, di podcast che quando il camminatore passerà vicino a una palina codificata, riceve un pop-up sul cellulare e quindi può visionare un video, un podcast che racconta il territorio attraverso tutta una serie di esperienze che sono raccontate appunto da personaggi protagonisti del territorio, quindi persone che vivono i luoghi. E poi vanno elaborati i pacchetti turistici, e individuare sul territorio strutture ricettive per ospitare lungo i cammini, offrire vitto e alloggio, e stiamo facendo una serie di verifiche, analisi e ricognizione”.
Il sindaco e presidente D’Amore ha considerato l’incontro “una giornata importante perché il motivo principale di questo convegno è quello di fare squadra, perché dobbiamo comunque tirare fuori un prodotto unico della regione Abruzzo, sia per le ciclovie e sia per i cammini. Tenete presente che oggi in Abruzzo ci sono 3.500 chilometri di ciclovie, solo quella del Parco Sirente Velino, la Sirente Velino bike, che sarà ultimata tra qualche mese, sono 303 chilometri. Serve però un logo, un marchio unico che promuove le ciclovie in Abruzzo, che ci permette di presentarci alle fiere ciclistiche in Italia, farle conoscerle tutte, far scegliere i nostri turisti, con l’opportunità, per noi prioritaria, di destagionalizzare il turismo, ed evitare l’over-tourism nella stagione estiva. E’ evidente che se manca la ricettività e anche la ristorazione, sentieri e cammini non potranno decollare, si rischia di creare cattedrali nel deserto”.
Il sindaco Pierluigi Biondi ha sottolineato il ruolo cardine dell’Aquila, a maggior ragione nell’anno di capitale della cultura.
“La finalità che ci siamo dati quando abbiamo iniziato a ragionare su progetti di sviluppo di larga scala, è quella di pensare all’Aquila non più una città chiusa in sé, ma una città che si apre al territorio, che condivide con i piccoli comuni un destino comune, passatemi il gioco di parole, e che diciamo nella sua anamnesi restituisce al contado quello che ha avuto nel momento della sua fondazione.
Un ragionamento che “abbiamo fatto anche in fase di programmazione di tutti i progetti del PNC, per esempio sulla macromisura abbiamo ribaltato le percentuali tradizionalmente utilizzate con il 75% in favore dei piccoli comuni e il 25% in favore della città e questo perché il capoluogo è un nuovo paradigma per immaginare le politiche pubbliche, perché le città medie nella nuova politica di coesione dovranno avere un ruolo decisivo, la Commissione europea ha presentato l’agenda per le città e le città medie, vedendo in esse la chiave di volta per il diritto di restare, lo chiamo così, nelle aree interne, e cioè un rafforzamento delle funzioni che consentono anche a tutto ciò che gravita intorno alla città di avere la forza e le opportunità necessarie per evitare che le persone vadano via”.
Parola chiave di L’aquila capitale della cultura, ricorda infine, “è multiverso, che ha quindi il richiamo al grande patrimonio paesaggistico e quale mezzo migliore di vivere se non la mobilità cosiddetta lenta, cammini e sentieri”.
Lungo il cammino tra i Vestini, c’è anche Navelli, e ha spiegato il sindaco Federico, che ha citato la fortunata esperienza dei Paesi Narranti del Gran Sasso: “Un cammino lento, immerso nella natura e nella storia, dove si mangia bene, dove c’è un mondo ancora tutto da scoprire, ha una enorme potenzialità. La collaborazione tra comunità, enti locali e associazioni diventa fondamentale, a maggior ragione perchè i cammini e le ciclovie creano lavoro per le giovani generazioni, tengono vivi i territori. Cosa ciò possa rappresentare è dimostrato dal cammino del Gran Sasso, già uno dei più frequentati in Italia, con oltre 20mila presenze l’anno”.
Per Roberto Di Vincenzo, presidente Carsa e partner privato del progetto,”la pastorizia transumante ha connotato per secoli l’identità dell’Abruzzo. Molte di quelle vie non esistono più nella forma originaria. Ma le tracce restano: nei toponimi, nei paesaggi, nella cultura alimentare. Cammini e ciclovie ricuciono frammenti di storia. Li trasformano in esperienze contemporanee di viaggio lento”.
Roberto Santangelo ha evidenziato che “i territori della provincia dell’Aquila devono costruire progetti che esaltino bellezza, storia e memoria. Questo lo fa nel modo giusto: sostenibile, rispettoso dell’ambiente. E cade nell’anno di L’Aquila Capitale della Cultura. Timing perfetto”.
Per Salvatore Provenzano, “i cammini, come è noto, sono una strategia importante di sviluppo anche perché i numeri ci dicono che c’è tantissima richiesta di questo tipo di infrastruttura, di questo turismo lento. Noi, come ufficio speciale, con i fondi a piano nazionale complementare, siamo intervenuti su tre cammini, sul tratto abruzzese del sentiero Italia, sui cammini dei Monti e dei Santi, e sul cammino dell’Alta Valle dell’Aterno. L’esperienza che abbiamo maturato è che è importante intervenire sui singoli cammini, ma c’è bisogno di una strategia comune perché l’offerta è molto ampia, variegata, ma è necessario fare marketing e strategia comune e quindi oggi è un momento importante per poter parlare di queste nuove e future attività”.
A rappresentare un modello a cui ispirarsi, infine, il cammino del Gran Sasso, che nel 2025 ha registrato più di 21mila presenze, a fronte delle 15.480 del 2024, con un +116% nell’arco di tre anni, con quattro notti di durata media costante per ciascun camminatore a conferma dell’effetto moltiplicatore che generano gli itinerari a piedi. Un itinerario che in 60 km attraversa cinque comuni del versante aquilano del massiccio e che, grazie a partnership universitarie, diventa anche oggetto di studio e modello replicabile
La permanenza media dei camminatori è poi di 4 notti, invariata negli anni, e in costante crescita è anche il traffico sul sito web del Cammino, che dal primo agosto 2024 al 30 novembre 2025 ha registrato più di 44mila accessi e 825mila impression.