FESTIVAL DANNUNZIANO: ASTRONOMIA, AVIAZIONE E VELOCITÀ, VIAGGIO LETTERARIO TRA SCIENZA E TEATRO

Settembre 1, 2026 18:57

PESCARA – Una lezione reading, dal titolo “d’Annunzio moderno? Forse che sì forse che no”, ha animato la Sala Tosti dell’Aurum di Pescara, in questa quarta giornata dell’VIII edizione del Festival dannunziano.

Mario Cimini, ordinario di letteratura italiana dell’Università degli studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara, ha condotto l’incontro, con Elena Aceto e Simone Di Valerio, studenti/dottorandi dell’Ateneo.

L’incontro ha ripreso il tema di un convegno che si è tenuto a Mantova, a 50 anni dalla morte del poeta, ed è il titolo del suo romanzo “Forse che sì forse che no”, intorno al quale si è ragionato sulla modernità e attualità del poeta.

Il regista teatrale Domenico Galasso ha interpretato e dato voce ad un insieme di letture stralcio dello suo scritto, che hanno animato il percorso e condotto i presenti nel cuore dell’opera di Gabriele d’Annunzio, delle sue passioni e visioni, come l’aviazione e il volo, ricordandone i pionieri, attraverso Icaro e Leonardo, e attraversando il futurismo di Tommaso Marinetti, che fece del movimento e della velocità, i tratti fondanti della rivoluzione del Manifesto novecentesco.

L’evento è stato preceduto dalla presentazione del libro “Telescopi per artisti e letterati”, scritto da Franco Foresta Martin, divulgatore scientifico, con Valentina Coccarelli e Francesco Spilabotte.

Un’idea nata dall’interesse di coniugare temi scientifici e astronomici nell’arte, nella poesia e nella letteratura, ed è dedicata a celebri personaggi ed opere, nate dall’osservazione del cielo con strumenti tecnologici.

Tra questi spicca un saggio di Italo Calvino, Benedetto Croce, ed altri scrittori, artisti, letterati e scienziati, come Galileo Galilei, appassionati di cosmo e cielo stellato.