L’AQUILA – Affluenza record con oltre 500 ingressi nel solo giorno del debutto per ‘La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo’, la mostra che ha riportato idealmente in città, dopo quasi quattro secoli, uno dei capolavori più legati alla storia artistica aquilana.
Un avvio che conferma l’attesa attorno all’esposizione, aperta fino al 27 settembre al Munda, nel Castello cinquecentesco, tra gli appuntamenti centrali del programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.
Il percorso, presentato dal Comune dell’Aquila e dal Museo nazionale d’Abruzzo, è curato dagli storici dell’arte Tom Henry e Federica Zalabra, direttrice del Munda.
Al centro della mostra c’è la ‘Visitazione’ di Raffaello, realizzata tra il 1517 e il 1519 per la cappella Branconio nella chiesa di San Silvestro e oggi custodita al Museo del Prado di Madrid. L’opera rimase all’Aquila fino al 1655-1656, quando fu trasferita in Spagna.
Accanto al dipinto dell’Urbinate è esposta la ‘Visitazione’ di Jacopo Pontormo, proveniente dalla chiesa di San Michele Arcangelo a Carmignano, in provincia di Prato.
Il confronto mette in dialogo due interpretazioni dello stesso episodio evangelico: da una parte l’equilibrio luminoso di Raffaello, dall’altra la tensione sospesa e teatrale del maestro fiorentino.
La mostra comprende anche disegni di Giulio Romano e Biagio Pupini, documenti d’archivio, apparati multimediali e una sezione dedicata a Giovanni Battista Branconio, committente aquilano, amico di Raffaello e figura centrale nella Roma di Leone X.
Spazio anche al perduto Palazzo Branconio di Roma, tra le più innovative architetture raffaellesche.
Particolare attenzione è riservata all’accessibilità, con tavole tattili, testi in Braille, caratteri ingranditi, guida in Caa, visite guidate speciali e percorsi in Lis.
Dal 13 luglio al 21 settembre sono previste aperture straordinarie anche il lunedì. Solo pochi giorni prima è stato esposto l”Ecce Homo’ di Antonello da Messina, in una sala attigua.