L’AQUILA – Una ventina di opere realizzate negli ultimi mesi, tele dipinte con l’orzo e la tempera bianca raffiguranti immagini simboli che richiamano a mandala, centri tavola, bordature ricamate dei vecchi lenzuoli di cotone e in tutte un bisogno di purezza, di essenza, un bisogno di astrarsi da “questa terra oramai preda di una follia consumistica senza precedenti, consumo di energia, suolo, immagini”.
Questo il senso di “Oltre terra”, la mostra dell’artista Massimo Piunti, che aprirà oggi all’Aquila a Liberamia, in via degli Scardassieri.
Massimo Piunti è nato a Giulianova nel 1965, dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Teramo si è diplomato in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, attualmente vive e lavora a Roio Piano, frazione dell’Aquila con un laboratorio anche a Fontecchio, che negli ultimi anni ha visto il protagonismo di più di un artista che si è trasferito a viverci. Ha all’attivo numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero.
Spiega l’artista: “assistiamo ad un surriscaldamento dell’immaginario dominato dai grandi network, all’intrattenimento retinico, e nell’epoca dell’intelligenza artificiale l’arte si trova dinanzi a un grande dilemma lacerante, c’è ancora spazio per il fare delle mani, per il lento incedere del processo artistico? Oppure i saperi artigianali sono destinati ad una inesorabile dipartita? Le grandi domande esistenziali sono lungi dall’essere risolte, quindi per quelli che considerano l’arte un mezzo di indagine al pari dell’ astronomia, ma rivolta verso le immensità dell’interno, le strade da percorrere sono ancora tante e ricche di possibilità, oltre la terra conosciuta. Un universo ignoto comunque ci attende”.