PER IL TURISMO DELLA NEVE FATTURATO A 12 MILIARDI: +3,8% PRESENZE, PREZZI ANCORA IN AUMENTO

Ottobre 30, 2025 17:58

ROMA – Cha sia sci alpino o di fondo, che sia snowboard o scialpinismo oppure anche solo uscire con le ciaspole al chiar di luna, è partita la grande macchina del turismo della neve dalle Alpi alle Dolomiti fino agli Appennini.

Sarà una stagione di crescita contenuta ma solida: +3,8% di presenze complessive, grazie al forte incremento degli ospiti stranieri (tra +8% e +8,8%) che compenserà la riduzione delle presenze italiane (-3,9%) e il consistente calo dei giornalieri (-14,5%)” annuncia Massimo Feruzzi, ceo di Jfc e responsabile dell’Osservatorio Italiano del Turismo Montano, che parla di una stagione “positiva ma non euforica”.

In forte crescita i flussi dalla Polonia (indicata dal 29,6% degli operatori), dal Regno Unito (indicato dal 15,9% degli operatori) e dalla Repubblica Ceca (8,2%).

Gli ospiti internazionali soggiornano mediamente 6,2 notti, contribuendo in modo decisivo al bilancio positivo della stagione.

Il fatturato complessivo della filiera della montagna bianca italiana raggiungerà i 12 miliardi e 101 milioni di euro, con un incremento del +3,6% rispetto alla scorsa stagione.

Nel dettaglio il settore dell’ospitalità rimane la principale voce di fatturato del comparto con 5,9 miliardi di euro, seguito dai servizi sportivi e impiantistici (4,78 miliardi) e dalle attività di ristorazione, commercio e intrattenimento (1,42 miliardi).

“Un risultato che conferma la solidità del comparto e la capacità della montagna italiana di bilanciare qualità e sostenibilità in un contesto economico complesso. Sicuramente interessante la tendenza che vede aumentare l’interesse, da parte dei nostri connazionali, per periodi non canonici, come pure un anticipo sulle prenotazioni: il 38,9% di coloro che hanno deciso di fare una vacanza in montagna ha già prenotato”, aggiunge Feruzzi.

Secondo Jfc l’inverno 2025/2026 apre una nuova fase per la montagna bianca italiana, che viene definita “transaction time”: un periodo di transizione verso il 2030, in cui “la competitività delle destinazioni dipenderà dalla capacità di coniugare qualità, sostenibilità e innovazione”.

Ancora di più quest’anno la nota dolente saranno i prezzi. Trascorrere un soggiorno invernale sulla neve costerà in media il 5.8% in più rispetto allo scorso inverno.

“Gli aumenti più elevati – spiega Feruzzi – riguardano i servizi alberghieri, con variazioni tra il +6.3% per le settimane bianche ed il 9.7% per i week end ed i periodi di alta stagione, mentre le scuole di sci aumentano le proprie tariffe del +4.9%, il costo degli skipass cresce a livello nazionale del +4.1% ed i servizi di bar e ristorazione del +5.5%. Per una settimana bianca, la spesa media di un adulto sarà di 1.545 euro, mentre una famiglia di tre persone spenderà circa 4.017 euro (+6.3%). Un week-end sulla neve comporterà un costo medio di 622 euro per un adulto e 1.773 euro per una famiglia (+8.8%)”.

A tal proposito è interessante vedere quali siano stati gli incrementi applicati dai vari settori nell’ultimo triennio: si tratta di aumenti che, nell’ultimo biennio, sembrano avere progressivamente rallentato per quanto riguarda le scuole di sci, gli impianti di risalita, i servizi di bar e ristorazione, etc, mentre tale rallentamento non si evince nel settore ricettivo che, all’esatto opposto, nell’inverno entrante, applica incrementi significativi per tutte le tipologie di offerte (settimane bianche, week end, etc.).

Infatti, nella stagione invernale 2025/2026 si paga il 30,3% in più rispetto a tre anni fa per soggiornare un week end o durante l’alta stagione nelle strutture ricettive; di poco inferiore (+26.6%) è l’aumento praticato per quanto riguarda i servizi di bar e ristorazione, sempre nell’ultimo triennio.

L’incremento dei prezzi degli impianti di risalita è invece pari ad un +17.5%, simile all’aumento praticato nel triennio dalle strutture ricettive alberghiere per la settimana bianca (17.6%), e in linea con la crescita dei prezzi praticata nell’ultimo triennio dalle scuole di sci, pari al +19.6%. Anche quest’anno l’Osservatorio Jfc ha stilato le classifiche delle località più amate.

Cortina d’Ampezzo si conferma la Destinazione Bianca dell’Anno, seguita da Madonna di Campiglio e Livigno. Cortina d’Ampezzo primeggia anche per la categoria “località più famosa” e “località più trendy”, mentre Madonna di Campiglio vince per “località con le migliori piste”, “località family” e “località con più servizi”. Livigno è la più “green”, Moena la più “accessibile”, Courmayeur la preferita per l’accoglienza alberghiera.