COCULLO – In migliaia, secondo le prime stime in circa 15 mila, da ogni parte d’Italia e anche dall’esterno, hanno partecipato oggi a Cocullo (L’Aquila) alla festa di san Domenico Abate, con il rito dei serpari, tradizionale appuntamento del primo maggio per il borgo della Valle del Sagittario.
Culto per il santo e tradizione s’incrociano in un appuntamento che, per le sue peculiarità, è anche candidato a Patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco.
Il santo, dopo la funzione religiosa, all’uscita dalla chiesa viene coperta di serpi, date in simbolico omaggio, e va in processione. Animali catturati sulle montagne intorno al paese nelle settimane precedenti la festa e tenuti in casa per settimane.
Dopo la processione i serpenti vengono reimmessi nel loro habitat naturale.
Centinaia gli esemplari catturati ogni anno, microchippati e poi riportati nella natura.