“SONIC COLLISION”: AL POLARVILLE DELL’AQUILA LE MINIATURE SONORE DI BEATRICE MINIACI

Giugno 25, 2024 7:53

L’AQUILA – Quarto appuntamento, domani mercoledì 26 giugno dalle ore 20, alla libreria Polarville dell’Aquila,  con “Sonic collision”, rassegna dedicata al jazz e alle sue contaminazioni ideata da Polarville in collaborazione con il professor Francesco Diodati, insegnante di chitarra jazz al conservatorio “A. Casella”, nonché instancabile ricercatore.

La rassegna è pensata come un contenitore in continua evoluzione, con l’intento di stimolare una città già palcoscenico di un importante festival nazionale dedicato al jazz e sede di un prestigioso corso al conservatorio.

Protagonista sarà con “Miniaturs”  Beatrice Miniaci una performer e musicista con una varia gamma di interessi sul suono e la musica. Fin da giovane ha studiato musica classica, prima al conservatorio di Brescia poi al conservatorio di Amsterdam, si è specializzata in Sonic Arts presso l’Università di Tor Vergata, Roma, dove adesso insegna.

La sua attività artistica varia dalla musica barocca, al teatro musicale, passando attraverso la musica improvvisata e il sound design.  Ha vinto diversi concorsi nell’ambito della musica classica e ultimamente, lavora principalmente in progetti interdisciplinari che indagano la modernità attraverso la musica e la performance, come “Commune”, con Maria Magdalena Kozwloska, “Six memos” con Dan Zinzelmann, “Orda” con Jacopo Benassi, “Canto Notturno” con Alessandra Eramo.

Ama i progetti collaborativi e interdisciplinari così come la musica classica.

A L’Aquila presenterà il progetto intitolato “Miniaturs”: le quattro miniature di Beatrice Miniaci descrivono un percorso immaginario attraverso quattro momenti di osservazione in cui la stasi e la ripetizione si intrecciano.

La prima miniatura trae ispirazione dal lavoro e dal canto dei pescatori e dal mondo delle barche sul mare. L’ispirazione viene dal suono di barche che sbattono tra di loro, il vento sul mare, le reti che cadono in acqua, etc.

La seconda miniatura si ispira al lavoro di Jolivet “Cinq Incantations” per flauto solo. L’immaginazione della ripetitività del lavoro nei campi in una calda giornata estiva si mescola con il ricordo nitido di una contadina di Monte Mario (Roma) che zappa la terra. La musica si ispira alla ripetizione e sfocia in un momento di siesta. Il troppo sole e la fatica descrivono uno scenario di sudore e terriccio.

La terza miniatura nasce dall’esperienza estetica e sensoriale del treno. Il continuo contrasto tra luce e buio delle gallerie e gli incredibili paesaggi italiani contrastati dalla caciara degli abitanti del treno e il frastuono dei regionali sono le basi del viaggio di immagini.La quarta miniatura è un epilogo di queste sensazioni, in qualche modo collegata al concetto di culla e di donne lavoratrici impegnate anche ad accudire i figli. Una ninna nanna di cura e perseveranza, forse un accenno alla brescianità.