SUL GRAN SASSO COME SULLA LUNA: IN SCENA A BRUXELLES LA STORIA DI UN’IMPRESA EROICA

Giugno 28, 2026 5:57

BRUXELLES – “Monte Corno racconta della prima ascesa del Gran Sasso nel 1573 compiuta da Francesco De Marchi, un’impresa eroica, epica, che un uomo di Rinascimento a 69 anni intraprende, arrivato tra l’altro dalle Fiandre al seguito di Margherita d’Austria in Abruzzo per lo spirito di avventura, per scoprire che cosa significa scalare una montagna, un luogo inaspettato per per l’epoca. Potremmo paragonarlo oggi all’andare sulla luna da soli senza che nessuno ci sia mai andato prima”.

Parole cariche di emozione quelle del regista Luca Cococcetta, che nei giorni scorsi ha portato il suo docufilm “Monte Corno” al parlamento europeo nel contesto del Festival della Montagna, una manifestazione organizzata ogni anno dal Trentino-Alto Adige.

L’Abruzzo della montagna protagonista a Bruxelles, con la regione ospite d’onore del convegno “Gran Sasso-Abruzzo, Culture e Montagne nel dialogo europeo”, occasione per una riflessione ad alta voce nella sede delle istituzioni europee, sullo stato della montagna italiana e abruzzese.

A rappresentare la Regione c’era l’assessore Roberto Santangelo, a capo della delegazione abruzzese, e hanno preso parte al convegno l’europarlamentare Michele Picaro, che ha sostenuto l’iniziativa, a cui è andato il ringraziamento dell’assessore per “aver permesso alla montagna abruzzese di entrare nelle istituzioni europee”, il regista Luca Cococcetta e Vesna Caminades, direttrice dell’ufficio di Bruxelles della Provincia autonoma di Bolzano.

In scena il film del regista abruzzese, “Monte Corno”, che racconta la prima ascesa documentata nella storia dell’alpinismo di Francesco De Marchi che nel 1573, a 69 anni, arrivò sul Corno Grande alla testa di una mini di spedizione di cinque scalatori.

Ha detto l’europarlamentare Michele Picaro: “L’Abruzzo è una terra di persone laboriose, che hanno sacrificato molto per una terra importante, ricca di storia, tradizione, cultura, enogastronomia. Oggi il Gran Sasso rappresenta la possibilità di unire tante comunità, di valorizzarne le eccellenze e la bellezza paesaggistica. Il nostro impegno è quello di mettere l’Abruzzo e il Gran Sasso nelle condizioni di essere protagonisti nei percorsi turistici, paesaggistici, di sostenibilità ambientale. Questo è il giusto palcoscenico internazionale che l’Abruzzo merita”.

“Crediamo che questa iniziativa del Festival della Montagna di Bruxelles sia un grande volano per il nostro territorio, per far conoscere le aree che si conoscono di meno, ma che poi sono ricche di storia, di identità, di patrimonio culturale. Oggi va di moda parlare di aree interne, noi che ci viviamo nelle aree interne siamo anche i custodi delle tradizioni del sistema Italia”, ha sottolineato Santangelo.