TERAMO – “La Notte dei Serpenti sta contribuendo a modificare la percezione che si ha degli abruzzesi, oltre gli stereotipi e i luoghi comuni, tipo quello del tanto mangiare e del tanto bere, della pecora e compagnia bella. Siamo terra di grandi poeti e scrittori, una terra la cui tradizione musicale popolare esprime altissima poesia, bellezza, nobiltà d’animo”.
Non ha dubbi il Maestro Enrico Melozzi, contattato da Abruzzoweb mentre dirigeva le ultime prove al teatro di Atri, in preparazione della terza edizione della Notte dei serpenti, il concertone di domenica sera allo stadio del Mare di Pescara, evento ideato dallo stesso Melozzi per celebrare la cultura abruzzese e la sua tradizione musicale.
Tanti i vip anche quest’anno che interpetrano canzoni della tradizione abruzzese: Riccardo Cocciante, Elettra Lamborghini, Paola Turci, Rocco Hunt, Filippo Graziani, Piero Mazzocchetti, lo special guest Topo Gigio, le Farfalle Olimpiche e La Banda Dell’esercito, presenti decine e decine di cori abruzzesi.
“Siamo stracarichi quest’anno: la frequenza del pubblico che viene qui a trovarci per assistere alle prove al teatro di Atri, è fuori da ogni nostra previsione. Sentiamo amore, affetto, ma del resto è un atteggiamento tipico degli abruzzesi, quello di essere affettuosi, gentili, c’è chi ci porta regali, dalla cesta di pomodori alle bambole fatte a mano…”, assicura Melozzi.
Entrando nel merito del lavoro musicale avviato oramai da tre anni: “mi sono semplicemente preoccupato di prendere i pezzi più iconici, più rappresentativi, e di far uscire quella vena poetica, sottolinearne la statura, esaltarne la bellezza delle parole, dando dal punto di vista musicale una veste più nobile”.
Una certa tradizione di musica popolare però con tutta evidenza si è persa anche presso gli abruzzesi.
“Nel periodo del boom economico degli anni Sessanta abbiamo incominciato un po’ a vergognarci delle nostre radici – concorda Melozzi -, che in realtà erano il nostro punto forte, e abbiamo incominciato a osannare il futuro, il progresso, che poi si è rivelato essere foriero di tanti problemi. Pensiamo solo a come mangiavano i nostri nonni nelle loro campagne. Oggi si chiama biologico, costa il quadruplo, era semplicemente quello che mangiava mia nonna. Dopo anni di musica elettronica, reggaeton, dobbiamo far sì che diventi di moda riascoltare le canzoni popolari”.
Qualche anticipazione infine del concertone: “quest’anno sono stati aggiunti parecchi pezzi in più di musica popolare, c’è stata una grande ricerca. Ci sarà un coro formato da 80 ragazze, è bellissimo, è un’emozione grandissima lavorare con loro, ognuna con una caratteristica unica e tutte insieme hanno un’energia pazzesca. Abbiamo un’orchestra composta dai migliori musicisti con cui ho collaborato negli anni, in Abruzzo e nel mondo. E poi ovviamente tanti ospiti nazional-popolari, partendo da Riccardo Cocciante che farà un concerto nel concerto andremo anche a tradurre qualche parolina delle sue canzoni in dialetto, considerando che comunque Cocciante è mezzo sangue abruzzese perché suo padre era di Rocca di Mezzo. C’è poi Eretta Lamborghini, Rocco Hunt, un altro ospite di primissimo ordine, l’ultimo che si è aggiunto alla comitiva, 40 dischi di Platino, una carriera incredibile. Quando vinse Sanremo siamo stati tutta la settimana di insieme a raccontarci la nostra vita, si è creata una grande amicizia. Poi c’è Paola Turci un’altra amica con cui ho condiviso momenti bellissimi, abbiamo studiato la sua canzone Bambini, con cui vinse Sanremo nell’89, tradotta in abruzzese. Torna Filippo Graziani, il figlio di Ivan Graziani, Piero Mazzocchetti che canterà Sant’Antonie a lu deserte, che è una delle hit delle canzoni popolari abruzzesi”.